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In questa pagina è possibile lasciare un vostro commento generico sul sito o scrivere un pensiero  sui dispersi, sui reduci e sulla campagna di guerra al fronte russo.

  1. Nunzio
    2 dicembre 2014 a 13:56 | #1

    Salve mi chiamo Nunzio Curigliano e sono calabrese. I miei nonni non hanno fatto la campagna di Russia.

  2. Patrizia
    5 dicembre 2013 a 10:47 | #2

    @giuseppe
    Buongiorno, signor Giuseppe.

    I dati che lei fornisce, purtroppo, sono davvero pochi per poterla aiutare. Non è chiaro nemmeno se suo padre riuscì a tornare dal Fronte Russo… così sembrerebbe, visto che nella banca-dati Onorcaduti non risulta alcun caduto o scomparso che si chiami Caterino (cognome) Cosimo (nome).

    Anche la richiesta che pone è un po’ vaga: quali informazioni desidera ricevere? Sul reparto di appartenenza?

    Ricordo che in questo sito esiste un testo di Orientamento alla ricerca, cliccabile dalla home-page.
    Tale testo può fornire indicazioni utili su come contattare vari enti e, soprattutto, su come procurarsi il foglio matricolare che è la prima e fondamentale fonte di informazioni sulla vita di un militare.

    Rimanendo a disposizione per ogni chiarimento, inviamo i nostri migliori saluti.

    Patrizia Marchesini

  3. SARA BENETTI
    26 novembre 2013 a 15:22 | #3

    Buonasera, scrivo per avere qualche informazione su mio nonno materno Tommaso Barletta nato il 18/08/1912 a Pontremoli (MS); faceva parte del 4° reggimento artiglieria Alpina (dovrebbe essere la Cuneense reparto Mondovì). Stando a quello che ho trovato sul sito dell’UNIRR e su Onorcaduti risulterebbe essere deceduto il 31/01/43 in località ignota, così come sconosciuto è il luogo di sepoltura. Le ultime sue lettere risalgono al 16/01/43, so solo che si trovava sul Don, mia nonna non ha mai saputo dirmi altro.
    La ringrazio in anticipo,
    un caro saluto.

    • Patrizia
      5 dicembre 2013 a 11:20 | #4

      Buongiorno, Sara.

      Purtroppo non è facile darle risposta. A nonno Tommaso, come a tantissimi altri appartenenti al Corpo d’Armata alpino, fu assegnata una data d’ufficio, per la sua scomparsa.
      Data che corrisponde al giorno in cui quanto restava del Corpo d’Armata suddetto uscì dalla sacca e raggiunse linee più sicure.
      Il 31 gennaio, a Šebekino, si fecero i primi appelli ufficiali e si iniziarono a conteggiare le perdite.
      In molti casi fu impossibile stabilire dove, come e quando un nostro soldato era scomparso. Difficile avere certezza della sua sorte: poteva essere deceduto lungo il percorso, perché ferito o congelato, o anche solo perché – sfinito – si era addormentato per non svegliarsi più. Poteva essere stato fatto prigioniero, ed essere morto successivamente nei lager dell’ex Unione Sovietica.

      Se non l’avesse già fatto, le consiglio di telefonare all’Albo d’Oro (nella speranza ed eventualità che qualche commilitone abbia rilasciato, dopo il rimpatrio, una testimonianza verbalizzata sulla sorte di nonno Tommaso).
      Può indirizzare una mail anche ai Memoriali Russi.
      Info utili sulle modalità per contattare questi due enti le trova in home-page, cliccando su Orientamento alla ricerca.
      Se preferisce mandare una mail all’Albo d’Oro – invece di telefonare – ecco l’indirizzo di posta elettronica: previmil@previmil.difesa.it.
      Inoltre, per quanto riguarda i Memoriali Russi, tanti consigliano di scrivere utilizzando un account google: sembra offrire maggiori garanzie sul fatto che la mail inviata venga effettivamente ricevuta.

      Infine, ma probabilmente l’avrà già fatto, potrebbe consultare due libri piuttosto famosi, La strada del davai, di Nuto Revelli, e Fronte Russo: c’ero anch’io – Vol. II, a cura di Giulio Bedeschi.

      In entrambi sono inserite testimonianze di reduci del 4° Reggimento Artiglieria e alcune sono proprio di ex artiglieri del Gruppo Mondovì, che lei cita come probabile reparto di appartenenza di suo nonno (è in possesso del foglio matricolare?).
      Potrebbe tentare di rintracciare quei reduci… purtroppo tanti ormai ci hanno lasciato, ma certi sono ancora fra noi, e anche piuttosto in gamba.

      In bocca al lupo, e un abbraccio.

      Patrizia Marchesini

  4. 22 novembre 2013 a 21:00 | #5

    salve vorrei informazioni su mio padre .
    caterino cosimo nato a napoli il 27/11/1917 .
    una informazione che vi posso dare ha ricevuto la croce al merito di guerra il 17 marzo 1956.
    il suo grado era artigliere.
    grazie in anticipo in una vostra risposta.

  5. 15 giugno 2013 a 4:19 | #6

    Buona sera o meglio buon giorno, stavo cercando delle informazioni sulla russia è mi sono imbattuta in questo sito, non ho trovato quello che cercavo ma non posso non lasciare un commento nel quale scrivere che vi ammiro molto, sono rimasta affascinata dall’impegno che mettete e la causa che perseverate.
    Ho guardato le foto, sono stupende, complimenti davvero.

  6. Sergio
    31 marzo 2013 a 18:29 | #7

    Auguro a tutti i curatori , e a tutti coloro che attraverso questo sito , con la speranza di notizie dei loro cari , continuano la loro instancabile ricerca; BUONA PASQUA .

  7. pierangela
    25 dicembre 2012 a 19:06 | #8

    25 Dicembre 2012

    Buon Natale a tutti voi !!!
    e grazie per mantenere vivo il ricordo dei nostri cari .

    Ps. Bellissimo il messaggio da Voi inviato

  8. marco pancani
    1 novembre 2012 a 9:04 | #9

    @Patrizia
    La ringrazio tantissimo per le informazioni e le fonti che mi ha indicato . Sono in attesa di ricevere foglio matricolare da Archivio di Stato di Cuneo , e poi mi son procurato sia i libri di Bedeschi che di Revelli ( peraltro mio concittadino e conosciuto di persona anni fa durante alcune conferenze nelle scuole ).
    Ora vedrò di reperire anche i testi che Lei mi ha cortesemente indicato relativi ad alpini del Dronero.
    Ci vorrà tempo per saperne di più, ma è importante non dimenticare.
    saluti

    Marco

  9. marco pancani
    28 ottobre 2012 a 16:33 | #10

    sono alla ricerca di notizie piu’ precise di mio zio carlo pancani nato a cuneo il 9/11/1921 dato per morto in russia il 31/01/1943 .divisione cuneense battaglione dronero grado caporalmaggiore.
    sarebbe importante conoscere luogo di morte e di sepoltura …… per non dimenticare

    • Patrizia
      29 ottobre 2012 a 9:28 | #11

      Buongiorno, Marco.
      Suppongo abbia trovato la data di morte nella banca dati on-line di Onorcaduti. Purtroppo, come forse immagina, il 31 gennaio 1943 è una data di scomparsa assegnata un po’ d’ufficio a tanti degli appartenenti al Corpo d’Armata Alpino. Il 31 gennaio, infatti, i reparti alpini erano a Šebekino, fuori dalla cosiddetta sacca, e in quella località si iniziarono a conteggiare le perdite in maniera ufficiale. In pratica a chi quel giorno non rispose all’appello – e non si trovò nessun commilitone o ufficiale superiore in grado di fornire dettagli ulteriori sulla sua scomparsa – venne assegnata come data di morte il 31 gennaio 1943.
      Se le è capitato di leggere qualcosa sulla Cuneense, saprà che purtroppo furono pochissimi i superstiti della Divisione. Molti caddero lungo il cammino, per circostanze diverse (combattimenti sostenuti durante la ritirata, congelamenti, stanchezza), molti ancora morirono in prigionia.
      In quanto al luogo di morte e di sepoltura e a informazioni in tal senso, la rimando alla risposta che ho scritto il 26 ottobre u.s. per il signor Giulio, nonché all’Orientamento alla Ricerca cliccabile nella home-page del presente sito.
      Cercherò sui miei libri testimonianze di reduci del Dronero. E, con un po’ di pazienza, le suggerirò qualche titolo specifico, qualora volesse approfondire l’argomento.
      Mi spiace non poterla aiutare di più.
      Un saluto cordiale.
      Patrizia

    • Patrizia
      31 ottobre 2012 a 19:39 | #12

      Salve, signor Marco.
      Come le avevo promesso, ecco una lista di libri che potrebbero essere di suo interesse.

      Innanzitutto, probabilmente conoscerà La strada del davai, a cura di Nuto Revelli (Edizioni Einaudi): nel libro sono presenti molte testimonianze di reduci del Battaglione Dronero. Se non l’avesse già letto, glielo consiglio.

      Sulla Divisione Cuneense:

      L’eroica Cuneense. Storia della Divisione alpina martire, Aldo Rasero, Mursia
      La Divisione alpina Cuneense al fronte russo, 1943-1943, Carmelo Catanoso-Agostino Uberti, Stabilimento Grafico Morino, Genova
      Il 1° Reggimento Alpini dal Don all’Oskol, Carmelo Catanoso, Stabilimento Tipografico Valdes, Cagliari

      Le segnalo, inoltre, due libri scritti da reduci del Battaglione Dronero:

      Vainà kaputt: guerra e prigionia in Russia (1942-1943), Gino Beraudi, La Grafica, Mori di Trento (Beraudi apparteneva alla 17a Compagnia del Batt. Dronero)
      Quelli che non tornarono: il “Disperso” in Russia, Giorgio Corbia, Editar SpA, Cagliari (18a Compagnia del Batt. Dronero)

      Altro non ho trovato, mi spiace.

      Saluti.

      Patrizia

  10. Giulio
    26 ottobre 2012 a 0:05 | #13

    Buonasera,
    sono alla ricerca di mio nonno disperso in russia sul fronte del Don.
    Nome: MASSIMO
    Cognome: IOANNONE
    Data di Nascita: 26/12/1911
    Luogo di Nascita: CERMIGNANO (TE)
    Luogo Sepoltura: Sconosciuto
    Data Decesso: 23/12/1942
    Luogo Decesso: RUSSO
    Faceva parte dell’armata Pasubio , la sua ultima lettera è datata 23/12/42 che come vede dai dati sopraesposti fanno coincidere con la sua morte. I dati sopra sono stati presi da onorcaduti.
    Come poter avere ulteriori notizie? A quel tempo i soldati avevano la medaglietta identificativa? esiste un cimitero italiano in quelle zone?
    Grazie e spero qualcuno mi risponda.
    Giulio Ioannone
    giuliolisa@hotmail.com

    • Patrizia
      26 ottobre 2012 a 16:06 | #14

      Buongiono, signor Giulio.
      Come lei può immaginare è molto difficile ricostruire ora cosa accadde a uno scomparso dell’Armata Italiana in Russia. Lei è in possesso del foglio matricolare del nonno? Questo, innanzitutto, aiuterebbe a focalizzare un pochino le ricerche. La Divisione Pasubio comprendeva il Comando e il Quartier Generale, i Reggimenti di Fanteria 79° e 80°, l’8° Reggimento Artiglieria, battaglioni di mortai, compagnie cannoni controcarro e contraerei, reparti del Genio e della Sanità, un proprio autoreparto… Il foglio matricolare è, quindi, punto di partenza obbligato per chiunque voglia intraprendere un percorso di ricerca.
      Qualora non ne fosse in possesso, nella home page del sito può cliccare su Orientamento alla ricerca dove troverà indicazioni utili.

      Esistono libri di memorialistica e/o di testimonianze che, dopo avere identificato il reparto di appartenenza di nonno Massimo, potrebbero essere letture interessanti, anche al fine di rintracciare reduci tuttora in vita. Lei ha per caso già letto qualcosa?

      In quanto alle sue altre domande… I soldati italiani erano provvisti di piastrino militare, che riportava nome e cognome, le generalità dei genitori, anno e luogo di nascita.
      Certamente esistevano – fin dall’estate 1941, quando il C.S.I.R. arrivò al Fronte Orientale – numerosi cimiteri campali italiani: a cura dei cappellani militari, vi furono inumati i nostri soldati fino al momento del ripiegamento, iniziato il 19 dicembre 1942 per quanto riguarda le Divisioni di Fanteria e il 17 gennaio 1943 per il Corpo d’Armata Alpino. In seguito, a causa delle circostanze verificatesi durante la ritirata, non fu più possibile dare sepoltura ai nostri caduti. Essi vennero sistemati in fosse comuni dalla popolazione locale con il disgelo.
      A partire dai primi anni ‘90, Onorcaduti ha provveduto all’esumazione dei militari sepolti nei cimiteri suddetti, laddove possibile: la maggior parte di essi fu distrutta dai Sovietici e si è potuto risalire alla loro originaria ubicazione grazie alle mappe e agli schizzi a opera dei cappellani militari; in alcuni casi lo sviluppo dell’edilizia non ha permesso di procedere, poiché sul luogo in cui si trovava il cimitero sono sorti fabbricati di uso diverso.
      Grazie alla popolazione locale si è potuto anche identificare il luogo di alcune fosse comuni dove furono sepolti soldati italiani deceduti durante il ripiegamento. Si è proceduto con gli scavi necessari e i resti sono stati portati in Italia.

      Se il discorso si sposta ai prigionieri di guerra italiani, poi, bisogna distinguere fra quelli deceduti durante le marce del davai e durante i trasporti ferroviari, e quelli morti in seguito, nei campi. Durante le marce chi era troppo debole per proseguire era di solito eliminato in maniera sommaria dalla scorta sovietica. I corpi di questi sfortunati vennero abbandonati lungo il cammino. Nel corso degli interminabili viaggi in treno per raggiungere i campi, i cadaveri dei prigionieri furono in alcuni casi ammucchiati in vagoni vuoti e scaricati all’arrivo, ma spesso furono abbandonati lungo i binari… I tanti morti nei lager sovietici furono seppelliti in fosse comuni nelle vicinanze dei campi di prigionia, senza alcun segno di riconoscimento, e spesso mescolati a prigionieri di altre nazionalità.
      Nei luoghi in cui si trovavano alcuni campi sovietici sono stati eretti cippi commemorativi, a ricordo di quegli Italiani che vi morirono.

      Un cordiale saluto.

      Patrizia

  11. Lorenzo
    25 settembre 2012 a 10:54 | #15

    Cerco notizie sul frarello di mio nonno.. Giovannino bocconi, lui e’ morto nella campagna di russia e stava nel 120 gruppo artiglieria.. Non sappiamo dove e’ morto, aveva un amico inseparabile.. Antonio di cicco.. Una mia amica avvocato grazia iannarelli mi ha trovato della documentazione interessante.. Ora cerco di unire i tasselli, datemi notizie se le avete.. Ringrazio per il sito bravi!

    • 25 settembre 2012 a 11:43 | #16

      Salve Lorenzo,
      Ho provato a inviarle questo messaggio alla sua casella di posta ma sebra essere un indirizzo inesistente.
      Le rispondo da qui…
      Facendo una ricerca veloce sulla banca dati del ministero della difesa, una banca dati pubblica e accessibile a tutti, non risulta esistere un caduto con quel nome.
      È proprio sicuro che sia quello il nome esatto e che sia morto in Russia? Potrebbe essere possibile che invece sia tornato in Italia ed è morto altrove?
      Parla di documentazione interessante fornitale da una sua conoscente. Posso sapere di cosa si tratta?
      Per poter dare un aiuto abbiamo bisogno di dati certi circa l’anagrafe. In questo caso accertarsi che il nome di battesimo, ma anche il cognome, siano esattamente quelli.
      Dalla ricerca effettuata, tuttavia, risultano i seguenti nominativi:
      Alberto
      Arnoldo
      Bruno
      Luigi
      Marino
      Regolo
      Riccardo

      Dunque non esiste nè un Giovanni nè un Giovannino!
      Non esiste poi nemmeno un Bocconi sull’elenco del 120′ in nostro possesso dove sono elencati tutti i soldati di quel reggimento deceduti in Russia.

      Dunque la prima cosa da fare è accertarsi del nominativo e poi fare di nuovo la prima verifica sul sito del ministero della difesa e successivamente richiedere il foglio matricolare.

      Cordiali saluti e a risentirla presto.
      Achille Omar Di Leonardo

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