LASCIA UN COMMENTO

In questa pagina è possibile lasciare un vostro commento generico sul sito o scrivere un pensiero  sui dispersi, sui reduci e sulla campagna di guerra al fronte russo.

  1. 17 dicembre 2010 a 23:41 | #1

    Sono figlio di un reduce di Russia del Genio Pontieri, e vorrei far conoscere una iniziativa che stiamo portando avanti assieme ad altri parenti di reduci. Si tratta del sito http://www.pontieri.it che vuole raccogliere le informazioni e le immagini disponibili sulla vicenda dei Pontieri nella campagna di Russia. Con difficoltà stiamo cercando di scalfire la patina di oblio e indifferenza che avvolge molte divisioni non alpine, e vorremmo tramandare quanto raccolto alle generazioni future, e a quanti ancora cercano. Abbiamo raccolto già circa 600 fotografie, e possiamo facilmente immaginare che per molti quelle foto sono le ultime che li ritraggono in vita. Una delle nostre speranze è quella di poter far avere a qualche famiglia un’ultima immagine dei loro cari. Abbiamo anche raccolto alcune testimonianze significative, anche con contributi video. Invito tutti a visitare il sito http://www.pontieri.it e a lasciare un commento. Grazie

  2. claudio
    3 novembre 2010 a 21:52 | #2

    Complimenti per il vostro sito!
    Iniziative come questo vostro sito sono sempre più difficili da trovare, sopratutto se fatte in maniera cosi chiara e prive di inutili ‘fronzoli’.
    Mi dispiace di non avere materiale da potervi fornire per arricchire questa vostra bellissima vetrina ma cercherò comunque di seguirvi, visto l’interessantissimo materiale di cui disponete.

    Un cordiale saluto.

    Claudio

  3. gianni
    4 settembre 2010 a 14:45 | #3

    Complimenti per il sito .

  4. Patrizia
    5 agosto 2010 a 8:29 | #4

    @Federico
    Buongiorno, signor Federico.
    Da una ricerca velocissima sul web ho trovato questo volume:

    Il testamento del capitano. Mio padre Giovanni disperso in Russia nel 1942

    Io non l’ho letto… è già a conoscenza di questo libro?
    Mi assenterò per qualche giorno, ma al ritorno vedrò di effettuare una ricerca bibliografica più accurata.
    Un saluto cordiale.

    Patrizia

  5. Federico
    4 agosto 2010 a 12:07 | #5

    Buongiorno a tutti mi chiamo Federico Giusto e sono il nipote di un reduce della campagna di Russia. mio nonno, Vittorio Calcagno (ancora in vita) faceva parte della Divisione Cosseria. Grazie alla sua grande memoria siamo riusciti a riportare per iscritto tutta la sua esperienza. Logicamente lo scritto per ora è molto grezzo e manca di molti dati tecnici che grazie anche al vostro sito sto cercando di colmare. Volevo chiedere se conoscete ancora qualche superstite della Cosseria e se ci siano altre testimonianze per iscritto delle vicende di questa divisione.grazie per l’aiuto e un infinito grazie per il lavoro che fate.

  6. Patrizia
    25 giugno 2010 a 9:10 | #6

    @Franco
    Salve. Le avevo risposto all’indirizzo di posta elettronica, ma la mail mi è tornata indietro ogni volta (ho fatto quattro o cinque tentativi).
    Volevo ringraziarla per avere ricordato il cavalier Lino Rizzon.

    Un altro reduce ci ha lasciati…

    Ringraziandola ancora, la saluto cordialmente.

    Patrizia

  7. Franco
    23 giugno 2010 a 14:21 | #7

    Voglio comunicare che purtroppo è venuto a mancare il cav. Rizzon Lino (88 anni se non erro). L’ ho conosciuto di persona quand’ ero alle medie.
    Ho letto parecchi libri riguardo la seconda guerra mondiale ed anche varie storie sulla campagna russa. Posso dire che mio padre (anche se non ha fatto il servizio di leva) mi ha raccontato parecchi avvenimenti riguardanti il periodo bellico.
    C’ è stato poi un’ episodio che mi ha colpito. l’ ex direttore di mio padre fu chiamato dal presidente dell’ ente ed incominciò la frase dandogli del tu. Lui lo bloccò dicendogli: “il tu me l’ ha dato mio fratello quando mi è morto tra le braccia nella ritirata di Russia”. Questo è per far capire ai giovani d’ oggi che devono portare rispetto per chi ha difeso la patria per noi (ho 48) e per chi è venuto dopo.

    Franco Rittà

    • 30 giugno 2010 a 10:23 | #8

      @Franco
      Gentile sig. Franco,
      grazie per aver ricordato Lino Rizzon, suo nipote ci aveva già comunicato la scomparsa ma, purtroppo, essendo stato fuori sede, non mi è stato possibile darne notizia prima di oggi.
      A riguardo dell’episodio che cita vorrei però fare una puntualizzazione. Non me ne voglia ma ritengo che non sia la forma a cambiare i rapporti umani quanto la sostanza.
      Penso quindi che bisognerebbe guardare ai giovani con più ottimismo anche perchè siamo stati tutti ventenni, i giovani di oggi non sono diversi dai giovani di ieri. Quello che cambia è che hanno, per fortuna, più opportunità e forse questo li mette in una posizione di comodo che può lasciar pensare che siano meno attenti a certi argomenti. Tanto per fare un esempio, il nipote di Lino Rizzon, un giovanissimo, ha scritto un libro (Fiocchi di neve) proprio partendo dai racconti di suo nonno sulla campagna di Russia. Questo sta a dimostrare che non sempre è vero quello che pensiamo dei giovani.
      Mi preme però fare un’altra precisazione forse anche più importante. Quando si rivolge “ai giovani d’oggi che devono portare rispetto per chi ha difeso la patria per noi” ritengo che ci sia una confusione di fondo. I soldati italiani sono andati in Russia, al seguito dell’esercito tedesco, per partecipare a una guerra di invasione. Questo aspetto è sostanzialmente diverso dal punto di vista con il quale lo pone lei, per questo spero vivamente che i giovani non prendano esempio da questa folle iniziativa.
      Il sito del centoventesimo è nato per “ricordare”. Per ricordare i soldati, attraverso le loro piccole storie minori. Per ricordarli nel loro operare e nel loro morire per una guerra ingiusta. Perchè tutto questo sia di monito affinchè certi errori non si ripetano più. È questo che spero i giovani, che a mio avviso sono più svegli di quanto non crediamo noi, si avvicinino a questi argomenti e da questi possano prendere spunti per migliorare se stessi e capire meglio il mondo. Le posso assicurare che le mail che arrivano in forma privata al sito, spesso, sono scritte da giovani che hanno avuto un parente disperso o cercano notizie e infomazioni su questa campagna di guerra per motivi di studio, per capire di più e per saperne di più.
      Mi scuserà se ho sentito il bisogno di fare questa precisazione ma credo sia importante guardare i fatti dal giusto punto di vista.
      Sono sicuro che comprenderà il mio appunto.

      La ringrazio per aver scritto e per aver ricordato Lino Rizzon, ci uniamo tutti al cordoglio della famiglia.
      Un cordiale saluto
      Achille Omar Di Leonardo

  8. SALVATORE
    3 giugno 2010 a 7:20 | #9

    Gentile sig. Di Leonardo desidero porgere le mie scuse ai due reduci Betti e Bassi per avere espresso nel mio
    precedente commento parole poco rispettose nei loro confronti. Purtroppo ho agito di impulso perche’ mi ha fatto male e rabbia che a distanza di tanti anni la Sforzesca venga nominata ancora e unicamente come la divisione che scappa . Questo marchio ingeneroso nasce da una azione di ripiegamento nell’ agosto 1942 dopo avere subito un attacco di soverchianti forze russe contro le quali seppur in condizioni sfavorevoli la sforzesca oppose una
    accanita resistenza subendo anche pesanti perdite. Quella ritirata purtroppo le costo ‘ il disprezzo dei tedeschi e la derisione degli stessi soldati italiani. Sono certo che nelle parole dei due reduci non c’era questo intento offensivo anche perche’ nessuno meglio di loro conosce i sacrifici , le sofferenze , il coraggio e la paura con le quali
    il soldato italiano ha dovuto convivere in quei mesi .
    Nel ricordo di mio nonno che era artigliere nella Sforzesca e che nella tragica ritirata del dicembre 1942 ha perso la sua vita combattendo , desidero che questa divisione venga ricordata con la stessa dignita’ e lo stesso rispetto che meritano tutte le altre divisioni che parteciparono a quella infausta campagna di Russia.
    Nel rinnovare ancora le mie sincere scuse , porgo ai due reduci e a lei sig. Di Leonardo il mio cordiale saluto .

  9. SALVATORE
    29 maggio 2010 a 15:30 | #10

    Ho letto con amarezza e disgusto i racconti dei signori Betti e Bassi , i due reduci dalla Russia, i quali hanno ricordato con il dispregiativo “cicai ” la divisione SFORZESCA. Forse a distanza di anni avrebbero fatto bene
    a non usare quel nome che significa fuggire e ad avere piu’ rispetto per i loro commilitoni …..
    Mio nonno apparteneva alla Sforzesca e sulla neve di russia nel dicembre del 42 ha lasciato la sua vita……
    Vorrei dire ai due “eroi” , i signori Betti e Bassi , che di eroico forse hanno avuto solo la fortuna di essere
    tornati vivi dalla Russia che è vergognoso sentire a distanza di oltre mezzo secolo questo infamante nomignolo di codardi che fuggono agli uomini della sforzesca….
    VERGOGNA!!!!!

    • 29 maggio 2010 a 17:46 | #11

      @Salvatore
      Gentile sig. Salvatore,
      mi spiace molto che abbia sentito la necessità di dover rispondere a queste interviste con una certa durezza. Tuttavia capisco perfettamente le motivazioni che l’hanno spinta a usare certe parole verso i reduci Betti e Bassi. Io sono d’accordo con lei quando ci si riferisce alla divisione Sforzesca in termini così ingenerosi ma credo che sia non tanto un problema dei reduci, che raccontano la loro storia e come “loro” hanno vissuto e filtrato certi avvenimenti, quanto un problema di come la storia, in generale, abbia voluto riversare le colpe su questa divisione che si è comportata né più né meno delle altre e che è stata semplicemente sfortunata nell’essere stata attaccata da preponderanti forze russe in un momento in cui nessun’altra divisione avrebbe potuto fare di più. Mi creda se le dico che quando è stata fatta l’intervista non c’era, da parte dei due reduci che lei cita, nessun disprezzo verso la Sforzesca, hanno raccontato quello che, purtroppo, tra i soldati si raccontavano quando succedevano fatti di questo genere. Provi a calarsi per un momento in un ambiente cameratesco e capirà quel che vorrei farle capire.
      Purtroppo il tempo a disposizione non mi permette di trattare tutti gli argomenti ma, le posso assicurare, che uno dei miei intenti è proprio quello di voler sfatare certi luoghi comuni legati alla campagna di Russia. Uno di questi è proprio la vicenda legata alla divisione Sforzesca per la quale ho sempre preso appunti nei libri che ho letto promettendomi un giorno di volerne parlare.
      Io credo, ne sono abbastanza convinto, che i russi abbiano attaccato dove il terreno, e dove le circostanze del momento, rendevano più agevole lo sfondamento e non perché la Sforzesca fosse una divisione meno preparata delle altre ma semplicemente perché era nel posto sbagliato al momento sbagliato. Anche quando si parla del corpo alpino che, pare, si dice (ma poi non viene confermato da fonti certe) sia stato quello imbattuto sul fronte russo, in verità poi, se si guarda alla geologia del terreno (vi invito anche a leggere le ultime ricerche di Paolo Plini sulla geologia del terreno con il progetto WebGis che, anche se in sordina, sfiora questo argomento), si scopre che gli alpini erano in posizioni più alte e quindi fuori dalla portata di un attacco diretto. Non è un caso che i russi decisero di circondarli e chiuderli in una sacca riuscendo nel loro intento. Ma questa mia osservazione non deve servire a sminuire le capacità del corpo d’armata alpino quanto a rendere giustizia verso tutti gli altri reparti che hanno fatto il proprio dovere in una guerra insensata come quella del fronte russo.
      Quindi sig. Salvatore, capisco bene la sua rabbia di fronte a certe affermazioni che la colpiscono direttamente ma la invito a guardare con più serenità a questa ingenerosa trasposizione dei fatti e a cogliere questa occasione per dimostrare concretamente sul sito, e ne avrà tutto il mio appoggio, che quella divisione si è comportata con dignità e con senso del dovere perché se la Sforzesca è una divisione “cicai” lo sono tutte le altre che hanno fatto la ritirata e che si sono arresi perché impossibilitati a combattere.
      La invito dunque a partecipare con la sua documentazione e le informazioni che ha raccolto a pubblicare sul sito suoi scritti su questa divisione e, se ne ha piacere, la storia di suo nonno. In questo modo sì che avrà dato un contributo vero ai soldati di quella divisione che in quelle occasioni sono morti e che quindi andrebbero trattati con maggiore rispetto ma, vorrei, che provasse a convincersi della buona fede dei due reduci che sono persone con una loro sensibilità. Si fidi di me che li ho incontrati di persona, glielo dico con il cuore. Spero che privatamente si possa aprire una dialogo con lei per poter trattare questo argomento sul sito con approfondimenti su questa divisione e trovare un modo per riscattarne l’onore ammesso ceh ce ne sia bisogno!
      Nell’attesa di risentirla presto.

      La saluto cordialmente anche a nome dei due reduci Bassi e Betti.
      Achille Omar Di Leonardo

  10. patrizia
    24 maggio 2010 a 8:14 | #12

    @mario caltabiano
    Egregio Signor Mario,
    Le consiglio, qualora non avesse già tentato, di mettersi in contatto anche con l’ANB, Associazione Nazionale Bersaglieri. Credo che, se siete interessati a reperire un cappello piumato e/o a rintracciare commilitoni, sia una strada da non trascurare. Le incollo qui sotto il link dell’ANB.
    http://www.bersaglieri.net/default.aspx?s=1&l=1

    Un saluto cordiale.

    Patrizia

  11. mario caltabiano
    19 maggio 2010 a 18:49 | #13

    Mario Caltabiano: salve, mio padre è un bersagliere che ha partecipato alla campagna di Russia,si chiama Vincenzo Caltabiano è nato a Giarre (CT) il 10 Maggio 1922. Fu ferito da una granata alla schiena prima della fine del conflitto. Rimpatriato e ricoverato all’ospedale di catania guarì dopo una degenza di tre anni.
    La settimana scorsa ha compiuto 88 anni, è in buona salute. Purtroppo ha smarrito nei vari spostamenti il cappello piumato, vorrei sapere a chi ci possiamo rivolgere, anche per sapere se c’è ancora qualche compagno d’arme vivente e come eventualmente si potrebbe contattare. Per lui sarebbe un grande regalo, se può servire sono in grado di farvi pervenire qualche foto dell’epoca. Grazie.

    • 23 maggio 2010 a 3:34 | #14

      Gentilissimo Sig. Mario siamo certamente interessati alla vicenda di suo padre. Ci faccia sapere di quale reggimento faceva parte se del 3° o del 6° bersaglieri e ci invii pure le foto o altri documenti che lo riguardano. Maggiori dettagli aiuteranno anche i visitatori del sito a darle una mano nella ricerca di altri reduci. Le ho comunque inviato una mail privata.

      Cordiali saluti
      Achille Omar Di Leonardo

  12. 16 maggio 2010 a 0:08 | #15

    Pregiatissimo signor Di Lenardo, sono Mauro Depetroni di Trieste. La ringrazio sentitamente per aver dato spazio alla locandina della mostra storica “Orizzonti della Memoria” che recentemente ho curato. Le segnalo che alcune immagini della manifestazione sono presenti nel sito dell’Associazione Centro Studi di Storia Militare Antica e Moderna di Trieste della quale sono il past President. L’indirizzo è http://www.centrostudimilitaritrieste.org
    Naturalemente per il suo sito sono a disposizione tutte le immagini e le informazioni che desidera ricevere. La informo inoltre che presso questo Centro Studi è disponibile un voluminoso archivio relativo al Fronte Russo composto prevalentemente da cimeli quali uniformi, copricapi e dotazioni originali del CSIR e dell’ARM.I.R., fondo che curo personalmente e che è disponibile per motivi di studio e divulgazione.
    L’occasione è per complimentarmi con la sua pregievole iniziativa per la quale spero nel futuro di poter fornire un fattivo contributo.
    Cordialemente
    MDP

  13. patrizia
    11 marzo 2010 a 10:22 | #16

    patrizia :
    Ho saputo che a novembre 2010 andrà in scena uno spettacolo teatrale intitolato “Li Romani in Russia”, tratto dall’omonimo poema in ottave di Elia Marcelli. La regia è di Alessandro Benvenuti. Monologo in dialetto romanesco, narra della Campagna di Russia attraverso le voci di un plotone di fanteria. Cerco di documentarmi per fornire date e luoghi precisi.
    Patrizia

    Ho chiesto informazioni su un blog e mi hanno appena risposto. Per le date autunnali è ancora presto, ma nel frattempo sono previste due anteprime dello spettacolo.

    22 aprile 2010 – Capri (nell’ambito del Capri Art Film Festival)
    27 maggio 2010 – Sezze (LT) – Lo spettacolo avrà luogo nel locale teatro

    Saluti.

  14. patrizia
    11 marzo 2010 a 8:08 | #17

    Ho saputo che a novembre 2010 andrà in scena uno spettacolo teatrale intitolato “Li Romani in Russia”, tratto dall’omonimo poema in ottave di Elia Marcelli. La regia è di Alessandro Benvenuti. Monologo in dialetto romanesco, narra della Campagna di Russia attraverso le voci di un plotone di fanteria. Cerco di documentarmi per fornire date e luoghi precisi.

    Patrizia

  15. patrizia
    22 febbraio 2010 a 11:27 | #18

    Domenica 28 febbraio 2010 – ore 10.30 – Famedio del Cimitero Monumentale: commemorazione in onore di tutti i Caduti di Russia.

    Ore 10.15: afflusso dei partecipanti. Reduci e Familiari sono invitati a partecipare. Il Famedio sarà riscaldato.

    Ore 10.30: deposizione di tre corone d’alloro nella cripta che ricorda le Divisioni combattenti in Russia.

    Ore 11.00: S. Messa di suffragio concelebrata da Mons. Giovanni Giacomelli e Padre Cesare Bedognè.

    Per chi si trovasse dalle parti di Milano la prossima domenica…

    Patrizia

  16. Guasconi Idina
    11 febbraio 2010 a 22:37 | #19

    Gent.mo Signor OMAR DI LEONARDO.

    Sono finalmente riuscita a collegarmi al sito del centoventesimo regg. e questo mi riempie di grande gioia.

    Sono felice di aver contribuito se pure in minima parte alla realizzazione di questo imponente lavoro svolto dal sig. Dileonardo con grande amore e impegno.Ringrazio con grande affetto il sig. Di leonardo per avermi dato la straordinaria opportunità di onorare i nostri caduti e di fare a mio padre questo meraviglioso se pur tardivo regalo.Tutti, non solo noi,direttamente interessati, dovrebbero consultare questo sito affinchè il sacrificio dei nostri soldati non sia stato vano ma al contrario sia di monito perchè queste tragedie non avvengano mai più.

    • 12 febbraio 2010 a 12:31 | #20

      Gentilissima Sig. Idiana, la ringrazio per il suo sentito apprezzamento, ma sono io che ringrazio Lei per la fiducia e per il materiale prezioso che mi ha inviato. Se non ci fossero le vostre documentazioni il sito non avrebbe la visibilità che sembra acquisire nel tempo. Quindi grazie a Lei e a tutti quelli che contribuiscono con il loro materiale a rendere il sito più interessante.

      Grazia di cuore
      Achille Omar Di Leonardo

  17. Giorgio Costa
    2 febbraio 2010 a 17:52 | #21

    Rispondo alla sua gentile lettera precisando che mio padre , il maresciallo Costa Tullio era distaccato presso il Deposito del 20 reggimento artiglieria PIAVE sito a Padova in Via SAVONAROLA . Distrutto dai bombardamenti ora è la sede del Collegio Universitario Don MAZZA . La caserma , sede del 20 reggimento fino all’ otto settembre 1943 e dove io sono nato nel 1949 , sorge ancora lungo la Riviera S. Benedetto di Padova . Faceva parte , del resto , della struttura benedettina trasformata in caserma credo con le leggi napoleoniche . Ricordo il nome del Maresciallo Manzato da Rovigo di cui ho visto qualche foto risalente alla guerra d’ Abissinia . Il nome del soldato proprio non lo ricordo .Se dovessi ritrovare cose interessanti ve le invierò volentieri . Io , in quanto trentino come mio padre , sono ufficiale degli Alpini della Riserva e diversi conoscenti sono rimasti tra gli Alpini sul DON . Forse è anche per questo che a casa mia si parlava poco di quel triste periodo . Per Esempio del Centoventesimo Regg. e delle sue origini sono venuto a conoscenza grazie a voi . Cordiali saluti , Costa Giorgio .

  18. Giorgio Costa
    25 dicembre 2009 a 15:26 | #22

    Ogni anno, in occasione del Natale , veniva a casa mia un ex soldato di mio padre di Padova che nel fargli gli auguri gli ricordava il Natale del 1942 e la ritirata . Parliamo di 40 anni fà che poi sia lui che mio padre sono morti . Ricordo i nomi di alcuni caduti riportati nelle vostra lista . Mio padre non parlava mai di quegli avvenimenti tranne in questa occasione . Mio padre era il Maresciallo Costa Tullio del 20 Artiglieria di Padova appunto .
    .

  19. Francesco Vaccarella
    18 dicembre 2009 a 19:30 | #23

    Devo esternare la mia più profonda ammirazione per la perseveranza, la competenza e la caparbia ricerca della verità sui fatti della Campagna di Russia dimostrati da sempre dall’ideatore del sito e da coloro che collaborano. Il loro merito risiede nel fatto che vogliono raccontare la storia vera degli uomini che hanno sofferto, almeno coloro che sono tornati, le pene dell’ “inferno bianco”. Il loro esempio dovrebbe dare, alle nuove generazioni, il vero significato di quei valori, epici e morali, che sono alla base della nostra Comunità e della nostra storia.
    Complimenti ed auguri di un sereno Natale ed un prospero nuovo anno anche a tutti i reduci del 120° ancora in vita, che possano continuare, per tanti altri anni, ad insegnarci quei valori che hanno dimostrato sul campo di battaglia.
    Franco Vaccarella – figlio di un reduce di Russia.

  20. Rosangela Vistola
    18 dicembre 2009 a 18:40 | #24

    Non dobbiamo dimenticare, non possiamo dimenticare. Grazie ai curatori del sito.

Pagine dei commenti