LIBRI

     

In questa sezione troverete una bibliografia consigliata per chi volesse approfondire i temi riguardanti la campagna di Russia, dove possibile si aggiungono i commenti al libro. Gli Autori delle recensioni sono Patrizia Marchesini [P.M.] e Achille Omar Di Leonardo [A.O.D.L.].

Sono inoltre presenti indicazioni sui libri che trattano direttamente del 120° Reggimento Artiglieria Motorizzato, e quelli che affrontano l'argomento della prigionia.
Infine una sezione è dedicata ad altro tipo di documentazione e a libri che trattano quel periodo storico utili per approfondire.

I libri sono in ordine alfabetico per aitore.
Questo simbolo
, che troverete alla fine del titolo del libro, rimanda alla lettera alfabetica corrispondente.
Questo simbolo
invece, posto a finco della lettera alfabetica, rimanda all'indice alfabetico o al titolo della sezione corrispondente.


Libri che trattano del 120°

     

Papuli Gino
Il labirinto di ghiaccio
Terni, Thyrus, 1991

Ottimo libro per lo stile e il modo umano in cui viene trattato l'argomento. È un resocondo delle vicende che interessarono il secondo gruppo che si trovò a ripiegare verso sud insieme alla cosidetta "colonna Carloni". I duri combattimenti (soprattutto a difesa di Pawlograd) che dovettero affrontare agevolarono la grande ritirata dell'armata italiana protetta a sud dai bersaglieri e dagli artiglieri del secondo gruppo del 120°. [A.O.D.L.]


Mario Carloni
La campagna di Russia
Milano, Longanesi & C., 1971

Il libro tratta principalmente le azioni di guerra del 6° reggimento bersaglieri nell'ultima fase della guerra di Russia dal dicembre 1942 al febbraio 1943 nei pressi del Don. Il reggimento, comandato dallo stesso Carloni, costituisce quella che venne definita la "colonna Carloni" alla quale si unirono diversi altri reparti tra i quali il secondo gruppo del 120° e ceh costituì la ritirata a sud.
Il Carloni però commette due errori: uno chimanado 121° reggimento quello che è invece il 120° e il secondo chimando Alati anziché Alari il comandante del secondo gruppo dello stesso reggimento.
Un libro scritto con lucidità e freddezza militare avulso da ogni tipo di filtro emotivo. Interessante oltre che per il dettagliato resoconto della vicenda dello sfondamento russo, anche per la critica rivolta agli organizzatori della guerra e alla sottovalutazione della potenza dell'esercito russo. [A.O.D.L.]


Filippo Cappellano
Storia Militare n. 80
Militari/Periodici, 2000
Articolo all'interno dal titolo:
Il 120° reggimento artiglieria in Russia. Serafimovich
La rivista riporta le notizie tratte dal diario di reggimento descrivendo nei dettagli la battaglia di Serafimovich che vide il 120° affrontare una testa di ponte russa nell'ansa del don. È inoltre presente la storia del reggimento. [A.O.D.L.]


Bogatsvo Julius e Ricchezza Giulio
Il Corpo d'Armata Alpino non s'arrende!
Libritalia
Il libro, diviso in cinque parti, tratta della partecipazione italiana al fronte russo. La prima parte, "Un anno in Russia col CSIR", ripercorre le vicende della formazione del Corpo di Spedizione Italiano nell'inverno russo. "Il 6º Bersaglieri dalla Jugoslavia al Don" racconta le gesta del 6º reggimento Bersaglieri dalla partenza fino alla sua unione con la divisione Celere e alla battaglia di Serafimovich dove si cercò di annientare una testa di ponte russa. "La guerra dei fanti" riguarda la prima battaglia difensiva dell'ARMIR sul fiume Don (agosto '42) e dello sfondamento russo (dicembre '42), mese della grande ritirata. Segue poi il racconto della tragedia degli alpini "Il Corpo d'Armata Alpino non si arrende!" rapporto del loro complessivo accerchiamento e della loro resistenza ad oltranza fino all'annientamento delle ultime divisioni. "Natale in Ucraina" riporta invece i combattimenti del CSIR avvenuti nel '41 contro la resistenza russa. [A.O.D.L.]



Giovanni Ghibelli
Prikass Stalina Italianski Karoshij (Ordine di Stalin gli italiani sono buoni)
edito in proprio
Questo libretto è un preziosissimo scrigno che contiene i ricordi del capitano Giovanni Ghibelli, aiutante capo del 120° Reggimento Artiglieria Motorizzato. Frammenti di un uomo minuto che fu ai vertici della guerra al fronte russo. I racconti sono lampi di luce che il capitano del 120° sente l'esigenza di fermare sul foglio prima che svaniscano del tutto. Non sono ricordi di tattiche militari né tautomero di racconti di battaglie gloriose. Sono piuttosto quello che resta di una tremenda avventura nei campi di prigionia russi. Il capitano, con rassegnazione, si sofferma sugli avvenimenti di umana tribolazione aprendo un lume di speranza sugli uomini. Pur essendo un libro che non aggiunge molto alla storia comune è una preziosa testimonianza sulla capacità dell'uomo di resistere alle più avverse situazioni e un punto di vista sulla redenzione rispetto ai propri errori. L'autore cerca di trovare, senza pregiudizi, ciò che di buono c'è nell'essere umano tentando di far tesoro di ciò che di positivo può trovarsi anche nelle situazioni più disumane. Un senso di solidarietà cercata senza contrapposizioni lasciando che la sorte faccia il suo corso. Ed è questo senso di abbandono affidato agli eventi, al quale non si oppone, se non per un istinto naturale di sopravvivenza, che gli permette di vedere nel "nemico" il riflesso della sua stessa condizione di uomo. Uno stile garbato, sereno, a tratti anche ironico e autoironico scritto con semplicità e naturalezza anche quando si sofferma su particolari di imbarazzante intimità. [A.O.D.L.]

 

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Libri sulla campagna di Russia


B

Bedeschi Giulio
Centomila gavette di ghiaccio
Milano, Mursia, 1963
Dietro lo pseudonimo dell'ufficiale medico Italo Serri, l'autore ripercorre i drammatici momenti della sua esperienza prima sul fronte Albanese, poi sul fronte Russo nel X reggimento artiglieria della divisione Julia. Soffermandosi spesso sui particolari più cruenti, ricostruisce, quasi con distacco, la realtà della guerra, restituendoci un'immagine chiara, fotografica, violenta e mostrandoci tutta la macabra crudeltà dei combattimenti. Attraverso le descrizioni e i dialoghi tra i personaggi, il libro scorre sull'allucinante odissea degli alpini fino alla ritirata, un racconto che potrebbe considerarsi il manifesto dell'alpino per antonomasia, un tributo doveroso a tutti i compagni uniti sotto la stessa passione per il “cappello di feltro [...] ornato di una penna nera”, simbolo di valori autentici di uomini sempre pronti ad affrontare le avversità con coraggio e determinazione. [A.O.D.L.]

Bedeschi Giulio
Il peso dello zaino
Milano, Mursia, 1966

Bedeschi Giulio
Nikolajewka: c'ero anch'io
Milano, Mursia, 1972

Bedeschi Giulio
Laugier de

Gli italiani in Russia 1812-1941/43
Milano, Mursia, 1980

Bedeschi Giulio (a cura di)
Fronte russo: c'ero anch'io - Testimonianze fra cronaca e storia. I libri di Giulio Bedeschi
(Due volumi), Mursia, ristampa 2004 ed. 1983
Uno dei libri più interessanti e completi di raccolta a 360° di testimonianze dei reduci di tutte le divisioni e reggimenti che parteciparono alla guerra di Russia. Il libro è diviso in due volumi. Il primo raccoglie le testimonianze delle divisioni che fecero parte del CSIR e dell'Armir, il secondo raccoglie principalmente le testimonianze degli alpini. [A.O.D.L.]

Bedeschi Giulio
La mia erba è sul Don
Milano, Mursia, 1984
Orientato come sempre a decifrare l'animo umano costantemente in bilico fra il bene e il male, l'autore si propone la rimozione e il superamento di conflitti fra generazioni, genti e ideologie diverse. Non più gli uomini contro l'uomo, ma l'uomo per l'uomo. [P.M.]

Bedeschi Giulio
Prigionia: c'ero anch'io
(Due volumi) Milano, Musia 1990


Beevor Antony
Stalingrado
Milano, BUR RCS, 2000
La sera del 23 agosto 1942 la sedicesima divisione corazzata tedesca si attestava sulle rive del Volga, a breve distanza da Stalingrado. L'Armata Rossa sembrava in rotta.
Ma gli uomini della Wehrmacht non potevano sapere che la città assediata sarebbe divenuta un baluardo insuperabile. La svolta decisiva si ebbe quando la Sesta Armata tedesca del generale Von Paulus (300.000 uomini) si ritrovò rinchiusa in una sacca da cui non potè più uscire.
Rievocazione viva e memorabile, grazie e fonti sovietiche finora inaccessibili e a testimonianze di combattenti di entrambi i fronti. [P.M.]


Benassi Benigno
Il processo D'Onofrio e la verità
Bologna, Abes, 1949


Bertinaria Pier Luigi
La tragedia italiana sul fronte russo. 1941 - 1943
Rimini, Bruno Ghini 1992


Bologna Piermario e Calandri Michele
Gli italiani sul fronte russo
Istituto Storico della Resistenza in Cuneo e Provincia, Bari, De Donato, 1982


Bonadeo Agostino
Sangue sul Don
Milano, Ed. Familia Nova, 1980


Bonadeo Agostino
Mai più guerre, (ed. inglese: Never more wars)
Schena Editore


Bortolo Maddalena G.
Portaferiti in Russia 1942/43
Milano, coll. Il Cammeo - Longanesi, 1971


Brevi Giovanni
Russia 1942-1953
Milano, Garzanti, 1955


Brignoli Marziano
Voloire – Memorie per la storia
Milano, Stabilimento Grafico Militare, 2000
Questo volume è dedicato al Reggimento Artiglieria a Cavallo e ne ripercorre la storia, dalle origini al periodo immediatamente successivo all'8 settembre 1943.
Molto interessante il capitolo dedicato al fronte russo, ricco di] testimonianze dettagliate. [P.M.]


Bruno Giuseppe
Storie di alpini e di muli, Cuneo
L'Arciere, 1983
Ufficiale veterinario in spe, ha prestato servizio per venticinque anni pressoché ininterrotti nei reparti alpini, partecipando alla guerra sui fronti occidentale e greco-jugoslavo con la divisione Tridentina, e sul fronte russo, prima con la divisione Cuneense, poi con la 121 a infermeria quadrupedi.
“In questo libro si narrano vicende di uomini e di muli, ma è la prima volta, mi pare, che questi animali compaiono come personaggi nella nostra letteratura, e vi entrano di peso, come giustamente meritano…” (Mario Rigoni Stern). [P.M.]


Brosio Manlio
Diari di Mosca 1947/1951
Bologna, il Mulino, 1986



C

Callin Tambosi Gino, Conighi Elio
1943 – Dal Don a Nikolajewka
Trento, Reverdito Edizioni, 1993
Questo libro, come tanti altri, riporta le testimonianze di molti alpini, reduci dalla Russia.
Le loro storie erano state raccolte, all'inizio degli anni '70, dagli autori per realizzare una serie di articoli pubblicati, allora, sul quotidiano “L'Adige” di Trento.
Tali scritti sono stati riveduti per renderli più rispondenti al lettore di oggi. [P.M.]


Caneva Carlo
Calvario bianco
Udine, Grafica Friulana, 1967


Cappellini Arnaldo
Inchiesta sui dispersi in Russia
Milano, ITE, 1949


Carrel Paul
Operazione Barbarossa
Milano, Rizzoli, 2000

Carrel Paul
Terra bruciata
Milano, Rizzoli, 2000


Caruso Alfio
Tutti i vivi all'assalto
Milano, Longanesi, 2003
Leggendo questo libro vi torneranno in mente i maggiori e più diffusi libri sulla campagna di Russia. Alfio Caruso, giornalista poliedrico, riscrive la storia dell'anabasi alpina ricalcando le tracce dei testi di Bedeschi, Di Rigoni Stern, Revelli, Corradi ed altri autori nonché il libro sulle unità italiane al fronte russo dello Stato Maggiore dell'Esercito. Con uno stile incalzante, anche se con ritmata monotonia, ripropone un riassunto dettagliato delle vicissitudini del corpo alpino, un lavoro divulgativo certamente valido per chi è interessato agli alpini. Molto utile lo schema dei reggimenti, che parteciparono alla campagna di Russia, e l'elenco dettagliato dei soldati citati nel libro. [A.O.D.L.]

Catanoso Carmelo
Il primo reggimento alpini dal Don all'Oskol
Stabilimento tipografico Morino, Cagliari, 1955


Cenci Nelson
Ritorno
Milano, Rizzoli, 1981


Chierici Arnaldo (a cura di)
Policarpo Chierici comandante alpino
Chiari (Bs), Nordpress, 2002
Il tenente colonnello Policarpo Chierici, comandante il Battaglione Val Chiese, 6° Reggimento Alpini, Divisione Tridentina, compie una scelta politica e la mantiene, con coerenza, per una vita intera.
Un uomo di valore che oggi appare forse fuori moda per dirittura morale, asprezza di carattere, rigore. Che non esita a opporsi ai suoi superiori, senza curarsi delle conseguenze che ne potrebbero derivare, pur di agire come ritiene giusto e salvare la vita di migliaia di soldati. [P.M.]


Collo Luigi
40 sotto zero a Nikolajewka
Milano, Cavalloti, 1973

Corradi Egisto
La ritirata di Russia. La marcia allucinante degli alpini in un inferno di ghiaccio e di fuoco
Milano, Longanesi, 1965 (edito anche da da Mondadori 1986 e da Nordpress 2003)
Tra l'incertezza dei ricordi che svaniscono e l'inconscia volontà di cancellarne quelli più duri, il Sottotenente di complemento “in forza” al comando della divisione Julia, Egisto Corradi, racconta la sua esperienza in Russia fino alle estenuanti marce della ritirata insieme agli alpini. I dubbi e le paure riaffiorano in un racconto sincero e senza retorica soffermando la sua attenzione sulla storia e sulla descrizione dei compagni visti dal filtro della penna del giornalista nella loro veste di uomini autentici. [A.O.D.L.]




Corti Eugenio

I più non ritornano. Diario di ventotto giorni in una sacca sul fronte russo (inverno 1942-43)
Garzanti, Milano, 1947 - Mursia, Milano 1990.
Diario del sottotenente Eugenio Corti, del XXX reggimento artiglieria della Divisione Pasubio. Lo scrittore, di formazione cattolica, racconta la ritirata delle divisioni Pasubio e Torino, e di reparti della Celere e della Ravenna chiusi ormai nella sacca senza automezzi, senza armi, senza viveri, stremati dalle estreme temperature rigidissime.
Una ossessionata altalena tra la morte dei compagni, "irrigiditi nelle posture più strane", e la vita, ostacolata, oltre che dai continui attacchi dell`armata rossa, dai cecchini e dai partigiani, anche dal gelo siberiano che insidia e logora il corpo e la mente. Un racconto crudo e freddo sugli orrori della guerra, sugli uomini e le loro debolezze, sull'istinto di conservazione che coinvolge tutti. Uno stile scorrevole, con punte di alto spessore narrativo dove la fede ne è il veicolo ma che spesso stride con le azioni di guerra alle quali nessuno può sottrarsi. Una velata nota di pregiudizio verso i meridionali emerge di tanto in tanto a stonare con la narrazione che mette, oltretutto, in luce anche un certo dichiarato odio verso il soldato tedesco, sentimento peraltro comune a molti altri soldati italiani.
[A.O.D.L.]


Cassina Mariano (a cura di)
Quant'è bella giovinezza
Sondrio, Lyasis Edizioni, 1999
Storia di un alpino del battaglione Morbegno e di un artigliere del gruppo Bergamo, due ragazzi valtellinesi chiamati al servizio di leva nel 1940 e restituiti alle loro case nel settembre 1945.
Non c'è traccia di retorica, né di futile trionfalismo. E' una storia di grandi sofferenze, superate con un po' di fortuna, ma sicuramente grazie anche a una giovinezza trascorsa nel contesto severo di gente povera. [P.M.]



D

Danda Giobatta
Vistù
Biblioteca Bertoliana, Vecenza, 2008
Il 1° marzo 2008 si è svolta, presso il Teatro Comunale di Vicenza, la presentazione della riedizione del libro di Giobatta Danda “Vistù” Un giovane ufficiale vicentino con il Btg. Alpini Vestone nella Campagna di Russia 1942-1943. Un’iniziativa organizzata con cura nel bel teatro nuovo di Vicenza dove è stata presentata la Fanfara storica della sezione ANA della città. La serata, dedicata esclusivamente alla rievocazione di gesta alpine (65 anni dopo) e della battaglia di Nicolajewka, è l’ennesima dimostrazione di quanto gli alpini si sappiano organizzare e di quanto il loro interesse e la loro memoria per la campagna di Russia sia forte e viva nella gente veneta e anche nelle nuove leve. Encomiabile l'iniziativa di solidarietà di devolvere il ricavato della vendita del libro di Danda ad un'associazione che gestisce una scuola per bambini. Tra gli intervenuti oltre all’autore: Domenico Innecco, Enrico Hullveck, Giovanni Lugaresi, Gianni Periz (organizzatore e ideatore della serata). [A.O.D.L.]
ALTRI RIFERIMENTI >>Locandina] Cartolina] Poesia di Enrico Hullveck]


De Laugier Cesare e Bedeschi Giulio
Gli italiani in Russia
Mursia, Milano, 1980


Del Rio Giorgio Mastino
In difesa dei reduci di Russia
Roma, Centro assistenza militare, 1949


De Franceschi Constantino et al. (a cura di)
Le operazioni delle unità italiane al fronte russo

Roma, Stato maggiore dell'Esercito, 1977


Di Michele
Io, prigioniero in Russia
Il racconto di un reduce della seconda guerra mondiale sul fronte russo

Nel 1942, a soli venti anni, un ragazzo abruzzese di Intermesoli, frazione di Pietracamela in provincia di Teramo, un piccolo paese alle pendici del Gran Sasso, viene sradicato dalla propria terra e mandato a combattere in prima linea sul fronte russo. Nel corso di un’imponente e travolgente offensiva da parte dei Sovietici, diviene loro prigioniero. Dal Campo di Concentramento di Tambov, all’Ospedale di Bravoja, fino ai Campi di lavoro del cotone di Taskent in Kazakhstan, è riassunta la sofferenza di questo giovane alpino e di migliaia di altri prigionieri. Infine, dopo quasi quattro anni, il difficile ritorno a casa. [dal web]
L'Autore Libri Firenze, coll. Biblioteca 80, Firenze 2008


Dotti Stefano
Ritirata di Russia
Bologna, Cappelli, 1856



F

Ficarra Francesco
Stalingrado: l'assedio più lungo, «Dentro la Storia»
Hobby & Work, Bresso (MI) 2003
Testo divulgativo con cassetta VHS che ripropone i fatti storici che hanno portato il popolo tedesco ad appoggiare Hitler nella sua insensata guerra, ideologica e razziale, alla Russia. Una lente di ingrandimento sulla situazione di entrambi gli schieramenti ma sopratutto sulla determinazione e sulle vicende che portarono l'armata tedesca di Paulus ad essere assediata a Stalingrado. Il freddo e gli estenuanti combattimenti casa per casa portano i tedeschi alla resa stremati dalla fame, abbattuti nel morale e dagli stenti, travolti dalla forza dell'armata "bolscevica". [A.O.D.L.]


Fortuna Gabriella
Ecco gli archivi sui soldati italiani dispersi in Russia
in "Il Giornale", 7 settembre 1990


Fortuna Piero, Grossi Luigi
Il Tempio di Cargnacco
Reana del Rojale (Ud), Chiandetti Ed., 1991
Tanto è già stato scritto sulla Campagna di Russia, ma questo volume ha un significato particolare, perché il lettore potrà conoscere quanto lavoro sia stato fatto in questi lunghi anni per mantenere vivo il ricordo di tutti coloro che non fecero ritorno.
Il Tempio di Cargnacco, voluto e realizzato da Don Carlo Caneva (cappellano militare sopravvissuto alla prigionia) sarà sempre il punto d'incontro dei reduci e dei familiari, punto di meditazione per i più giovani. Corredato da numerose foto. [P.M.]

Fortuna Piero, Raffaello Uboldi
Il tragico Don
Milano, Mondadori, 1980


Francesconi Manlio
Siamo tornati insieme
Roma, Studio Tesi, 1983


Francesconi Manlio
Russia 1943
Trieste, Studio Tesi, 1984


Frigerio Alessandro
Reduci alla sbarra
Milano, Mursia, 2006
Il libro ripercorre la vicenda intorno al processo d'Onofrio, avvvenuto nel 1949, a seguito della denuncia fatta da alcuni reduci, nel 1948, per mezzo stampa. Edoardo d'Onofrio, esponente di spicco del PC e commissario polito dei capi di prigionia dei soldati italiani in Rusiia, querelò per diffamazionegli autori dell'articolo e i due giornalisti che lo pubblicarono. Il processso, che si prevedeva dovesse essere il processo «del secolo», fu al contrario lasciato in sordina fino a farlo cadere del tutto nel dimenticatoio. Il volume vuole tentare di riportare alla luce i fatti attraverso le udienze in cui gli autori del dossier diventano gli acusatori di chi li ha denunciati tra le numerose testimonianze di una parte e dell'altra. Si rivivono le contrapposizioni ideologiche così come il Paese le stava vivendo in quello stesso periodo. [A.O.D.L.]


Fumagalli Cesare
Note di un redivivo
Firenze, Bam, 1998



G

Galitzki Vladimir
Il tragico Don
Milano, Sugarco, 1993


Garatti Andrea
I ragazzi del Don
Brescia, Tip. Quetti, 1990


Gerlach Heinrich
1942 – 1943, L'armata tradita
Milano, BUR RCS, 1999
Il romanzo della più grande sconfitta della storia nel racconto minuzioso e fedele alla verità di uno dei trecentomila soldati della Wehrmacht intrappolato a Stalingrado. [P.M.]


Giarratano Antonio
In Russia con il 54º Fanteria Sforzesca
Edizioni Triestepress


Gigli Guido
La seconda guerra mondiale
Bari, Laterza, 1951


Grignaschi Pasquale
Vita quotidiana durante la Campagna di Russia (1942–43), Il diario fotografico inedito di un alpino sul Don
Novara, Interlinea Edizioni, 2000
L'autore ha scattato circa 140 foto (di cui una ventina durante il ripiegamento), rimaste in un cassetto per cinquant'anni.
Riguardano la vita quotidiana di un piccolo reparto (di cui Grignaschi era il comandante), il III plotone della 124 a compagnia, appartenente al IV battaglione genio alpino della Divisione Cuneense.
Corredate da note, scritte all'epoca nelle condizioni più disparate, su un'agendina tascabile e successivamente riordinate e completate, costituiscono importante testimonianza di eventi di cui tanto si è parlato, ma forse finora poco si è riusciti a comprendere. [P.M.]



L

Lancellotti Bruno
Russia 1941–1943
Milano, Editrice Nuovi Autori, 1988
L'autore non racconta la sua storia di guerra, né quella del suo reparto. Raramente cita un nome. Ripercorre, senza polemiche, la storia della Campagna di Russia, dalle origini e dai motivi dell'intervento, sino al rientro dei superstiti dell'8 a Armata italiana. [P.M.]



Lepre A.
Le illusioni. La paura. La rabbia. Il fronte interno italiano '40-'43
Napoli, Ed. Scientifiche Italiane, 1989



M

Maddalena Giuseppe Bortolo
Portaferiti in Russia 1942-1943
Milano, Longanesi, 1971


Magoni Francesco
La Tridentina in Russia
Gruppo alpini Borgosatollo, 1999


Massignani Alessandro
Alpini e Tedeschi sul Don
Novale di Valdagno, Gino Rossato, 1991


Messe Giovanni
La guerra al fronte russo
Milano, Rizzoli, 1947


Ministero della guerra - SME Uff. storico
L'VIII Armata Italiana nella seconda battaglia difensiva del Don 11.12.42 / 31.01.43


Moro Ermenegildo
Seleneyi Jar. Il quadrivio insanguinato
Milano, Cavallotti, 1973



N

Nolte Ernst
Nazionalsocialismo e bolscevismo
Firenze, Sansoni, 1986


Odenigo Armando
Prigioni moscovite
Rocca San Casciano, Cappelli Editore, 1955



P

Pedrazzinio Fulvio
La campagna della divisione alpina Tridentina in Russia
Bissoni, 1972


Petacco Arrigo
L'armata scomparsa
Milano, Mondolibri, 1998
Per questo libro rimandiamo alla lettera di Gino Papuli che inviò, dopo la pubblicazione del libro, all'autore. Si tratta di un appunto sul taglio che Petacco ha dato al libro che tralascia buona parte della storia sul fronte russo concentrandosi solo sulla vicenda alpina.


Piegentili Giuseppe
Russia 1941–1943
Milano, Editrice Nuovi Autori, 1999
Una serie di testimonianze che l'autore ha raccolto. Uomini che hanno vissuto in prima persona la terribile esperienza di una guerra in cui bisognava non solo affrontare il nemico, ma anche le avversità del clima. Le testimonianze appartengono a Lino Rossi, Luigi Carestia, Luigi Ciccioli, Gaetano Maggi, Terzo Contoli, Ivo Emett, Don Michele D'Auria. [P.M.]


Pier Luigi Bertinaria, La tragedia italiana sul fronte russo (1941 – 1943)
Immagini di un sofferto sacrificio con documenti e testimonianze
Rimini, Bruno Ghigi Editore, 1997
Un volume ricchissimo di fotografie, corredato da testimonianze, interviste, cartine nato e fortemente voluto dall'editore che ha personalmente raccolto, anche all'estero, molte delle immagini presenti nel libro. [P.M.]



Q

Quaroni Pietro
Il mondo di un ambasciatore
Milano, Ferro Edizioni, 1965



R

Revelli Nuto
Mai tardi. Diario di un alpino in Russia
Torino, Einaudi, 1946

Revelli Nuto
L'ultimo fronte. Lettere di soldati caduti o dispersi nella II guerra mondiale
Torino, Einaudi, 1971


Revelli Nuto
La strada del davai
Torino, Einaudi, 1980

Le testimonianze raccolte in questo libro sono quelle dei soldati appartenenti alla Divisione Cuneense. Nuto Revelli, ufficiale della stessa divisione, intervista i suoi soldati che raccontano le loro esperienze in un susseguirsi di vicende molto particolari, diverse dal solito modo di raccontare degli ufficiali sia nello stile che per le esperienze vissute. E infatti attraverso la loro schiettezza e la loro umanità che ci trasportano in una realtà più comprensibile e priva di retorica.
Le testimonianze, con il loro stile semplice (riscritte sulla struttura dell'intervista), ci permettono di capire le differenze delle singole esperienze ma soprattutto evidenziano i punti in comune con gli altri compagni. Le stesse sofferenze, l’opinione sulla guerra sono tracce indelebili sulla gente semplice, povera ma con grande senso di responsabilità e di abnegazione. Figlio di un diverso modo di vedere la storia (si arruola volontario ma poi diventa protagonista della resistenza nel cuneese) Nuto Revelli dà voce a quei soldati che non avrebbero mai avuto l’opportunità di lasciare il loro contributo alla memoria che pure resta, ed è, di rilevante importanzaproprio perchè loro la guerra l’anno combattuta a caro prezzo. Quei protagonisti veri, quei reduci servitori dei voleri dei comando, si ritrovano più poveri di prima e persino abbandonati dallo stesso stato che avrebbe dovuto proteggerli ritrovandosi personaggi scomodi all’una e all’altra fazione. Dopo aver lasciato la loro giovinezza e i loro compagni nella lontana Russia, faticano e ricominciare e a ritrovare l’equilibrio che li avrebbe dovuti traghettare dalla catastrofe alla normalità. [A.O.D.L.]

Revelli Nuto
La guerra dei poveri
Torino, Einaudi, 1981

Revelli Nuto
Le due guerre: guerra fascista e guerra partigiana
orino, Einaudi, 2003


Riasanovsky Nicholas V, tr. it.
Storia della Russia
Milano, Bompiani, 1998
(lingua orig.
A history of Russia, Oxford, Oxford University Press, 1984)


Ricchezza Antonio
La storia illustrata di tutta la campagna di Russia (luglio 1941 - maggio 1943)
Milano, Longanesi & C., 1972


Rigoni Stern Mario
Il sergente nella neve
Torino, Einaudi, 1953
Sergente del battaglione sciatori Monte Cervino e Sergente maggiore del Battaglione Vestone della Divisione Tridentina, Mario Rigoni Stern elabora la sua esperienza di ufficiale sul fronte russo. Si tratta principalmente di racconti di uomini e non di eroi, ventenni con le proprie paure dalle quali neanche il sergente è immune. La guerra è una condizione in cui ci si trova dentro e che mette di fronte e a dura prova degli esseri umani che sono costretti a uccidere soprattutto per il proprio istinto di sopravvivenza. Un testo che è un punto di vista introspettivo dove il sergente si interroga, analizza le proprie debolezze, spesso si strania, si commuove e con malinconico abbandono si immerge dentro se stesso a rifiltrare gli avvenimenti attraverso la sua sensibilità, il suo cuore. L'uomo e la natura potrebbero vivere in simbiosi perfetta ed è questo che provoca questo senso di apparente estraneità dello stile (elemento che lo distingue da altri libri sul tema) di Rigoni Stern in un continuo oscillare tra spiritualità natura-uomo e la contingenza delle atrocità della guerra. La baita è una casa, una madre, degli affetti, un punto di riferimento al quale tornare. Il commilitone è il fratello, il parente di cui prendersi cura. Il nemico è un uomo che ha solo la colpa di stare dall'altra parte. C'è un senso di responsabilità e di lealtà verso l'amico e verso il nemico che pervade tutto il libro specchio di quello quello che è stato il "gioco" perverso della guerra di invasione, di uomini verso altri uomini, voluta da altri. [A.O.D.L.]

Rigoni Stern Mario
Ritorno sul Don
Torino, Einaudi, 1973



Romano Andrea
Lo stalinismo
Milano, Paravia Bruno Mondadori Editori, 2002



S

Seth Ronald
Operazione Barbarossa
Azzate, Sugar, 1964


Sotgiu Giuseppe e Paone Mario
La tragedia dell'ARMIR nelle arringhe di Giuseppe Sotgiu e Mario Paone al processo D'Onofrio
Milano, Milano-Serra, 1950


Salamov, Tihonovic Varlam
Kolyma: trenta racconti dai lager staliniani
Savelli, Roma 1976


Salvatores Umberto
Bersaglieri sul Don, Compositori
Bologna, 1958


Scaccia Pino
Armir sulle tracce di un esercito perduto
Torino, Nuova Eri, 1992
In un reportage curato dall'inviato della Rai Pino Scaccia si cita un elenco di 31 ufficiali italiani fucilati al momento della cattura.


SpanoVelio
Epurazione problema da risolvere
in "l'Unità", 31 gennaio 1945


Scotoni Giorgio
L'Armata Rossa e la disfatta italiana (1942-1943). L'annientamento dell'Armir sul Medio e l'Alto Don negli inediti dei comandi sovietici
Panorama, Trento 2007
Grazie all’apertura degli archivi russi, Scontoni scrive un libro di storia militare di 600 pagine sugli aspetti politici del secondo conflitto mondiale. Il libro illustra nel dettaglio i piani e le battaglie militari da parte dell’Armata Rossa evidenziando anche gli aspetti dell’armata italiana considerata dai russi certamente con un occhi differente rispetto a quella dei tedeschi. Si trovano diversi documenti tradotti per la prima volta nonché foto, lettere e altra documentazione appartenenti ai soldati italiani. FONTE



T

Tabacchi Giuseppe
La mia guerra in Russia
Bologna, Ponte Nuovo Editrice, 1996
Classe 1918, Tabacchi torna indietro nel tempo e rivede la sua vita, quale ufficiale del 108° Reggimento Artiglieria Motorizzata, dal maggio 1942 al periodo immediatamente successivo all'8 settembre 1943. [P.M.]


Terzi Ottobono
Varvàrovka alzo zero
Milano, Longanesi, 1974
Il Reggimento Artiglieria a Cavallo ebbe il compito, durante il ripiegamento, di contrastare la marcia delle colonne corazzate sovietiche della 1 a e 2 a Armata Guardie e, al pari di altri reggimenti e divisioni cui fu assegnato lo stesso compito, fu annientato quasi completamente.
In appendice alcune interessanti testimonianze e relazioni di protagonisti della tragedia che coinvolse i nostri reparti. [P.M.]


Tognato Mario
La Julia muore sul posto
FANA Associazione nazionale Alpini, 1971


Toscano Mario
Una mancata intesa italo-sovietica
Firenze, Sansoni, 1955


Turla Guido Maurilio
Sette rubli per il cappellano
Milano, Longanesi, 1974



V

Valori Aldo
La campagna di Russia, CSIR – ARMIR: 1941 – 1943, Volumi 1 e 2
Roma, Grafica Nazionale Editrice, 1951 (?)
Dalla prefazione dell'autore: “Scopo di questa opera è di far conoscere largamente, con la maggiore esattezza possibile, che cosa fu la partecipazione delle forse armate italiane alla Campagna di Russia, negli anni 1941 – 1943. […] . Pare che l'esito sfortunato abbia scancellato o almeno obliterato nella coscienza dei più il bisogno, che sembrerebbe istintivo, di sapere precisamente dove, come e quando si è combattuto; quali episodi di valore hanno costellato quelle gesta; attraverso quali vicende si è giunti al sacrificio finale…”. [P.M.]


Vigo Luciano
Non prendere freddo
Pavia, Gianni Iuculano Editore
Luciano Vigo interrompe gli studi per lo scoppio della guerra e frequenta il corso Allievi Ufficiali di Complemento ad Arezzo. Ottenuto il grado di sottotenente viene assegnato al 81° Reggimento fanteria, Divisione Torino e partecipa, volontario, alla Campagna di Russia.
Ritroviamo qui il racconto di una pagina di storia italiana, con spunti commoventi, a volte inediti, degli eroismo individualmente compiuti dai nostri soldati. [P.M.]


Vitali Giorgio
Sciabole nella steppa – La cavalleria italiana in Russia
Milano, Mursia, 1976
Quando i cavalieri italiani nel 1942 arrivarono alle sponde del Dnepr, nessuno poteva immaginare che si sarebbero resi protagonisti di episodi che, da soli, potrebbero essere assunti a paradigma di un mondo ormai al tramonto che, agli albori dell'era atomica, combatteva eroicamente con la sciabola. Una guerra di cavalieri e cavalli che segnò la fine dell'epopea della cavalleria in un alone di leggenda.
Nel libro di Vitali ci sono gli avvenimenti dei Lancieri di Novara e di Savoia Cavalleria, dal maggio 1942 al novembre dello stesso anno. [P.M.]


Viola Paolo
Il Novecento, Torino
Giulio Einaudi editore, 2000


Vettorazzo Guido
Cento lettere dalla Russia 1942/43
Trento, La Grafica/ Mori, Museo Storico italiano della guerra, 1993
È la trascrizione delle lettere e del diario del sottotenente Vettovazzo del battaglione alpini "Tolmezzo" della divisione "Julia". Le lettere seguono cronologicamente gli eventi dalla partenza fino al gennaio 1943 e riescono a dare un quadro molto preciso di come il soldato vivesse la sua esperienza in russia, dall'imboscamento forzato fino alla baldanzosa esperienza della prima linea, alla disfatta. Interessante per i dettagli legati alla vita quotidiana dei soldati in guerra che lasciano al letttore la ricostruzione d'insieme a la libertà di esprimere le proprie considerazioni sugli aspetti e sui residui della guerra che alla fine, oltre a lasciare profonde ferite, cambia il proprio punto di vista verso la vita e il rapporto con gli altri. Un libro sincero che pone in ultima analisi il fallimento della guerra e la sua inutilità. [A.O.D.L.]