Autocarro Unificato Medio FIAT 626
Scheda di Lorenzo Tonioli

Caratteristiche

Motore ad iniezione 6 cilindri 100 x 122
Potenza 65 c.v. a 2200 giri min
Passo 3.320 m
Lunghezza 6,210 metri
Larghezza 2,180 metri
Altezza 2.675 metri
Portata 3000 kg
Trasmis.ne (4X2) 5 marce+1retromarcia
Pendenza massima 25 %
Velocità massima 63 km/h
Autonomia 340 km (capacità serbatoio 80 litri)

Le foto con la scritta "Archivio storico Fiat" sono foto fornite dall'ufficio Archivo storico Fiat
Tra il 1939 ed il 1940 comparvero in Italia due importanti autocarri unificati: l’autocarro medio FIAT 626 e l’autocarro pesante FIAT 666.
L’unificazione del 1937 stabiliva caratteristiche standard per i veicoli civili (ad esempio riguardo al peso, al numero degli assi, alla velocità ed alla portata), allo scopo di renderli utilizzabili dalle Forze Armate in caso di requisizione.
I FIAT 626 e 666 furono i primi autocarri della FIAT a cabina avanzata, ovvero il motore era totalmente interno alla cabina, e veniva estratto anteriormente tramite guide per facilitarne la manutenzione.
Il FIAT 626 doveva sostituire sulle linee di montaggio i modelli “621” e “633”. Alla prima versione civile (“N”) ne seguì una seconda (“NL”) a passo allungato. Seguì poi una versione militare (“NLM”) per il Regio Esercito e la Regia Aeronautica.
Da notare che le differenze tra il 626 civile e quello militare erano modeste: il modello militare aveva il bloccaggio del differenziale, il filtro dell’aria ad olio ed un cassone in legno a sponde fisse (con la sola sponda posteriore abbattibile).
Nel pianificare la spedizione militare in Russia, si pensò anche di dotare il 626 di un motore a benzina (anziché Diesel) di più facile avviamento alle basse temperature, con serbatoio più capiente (versione BLM).
Il FIAT 626 operò su tutti i fronti di guerra. In genere non si rivelò molto affidabile sul fronte russo; problemi meccanici e strutturali si manifestarono anche su quello africano.
I tedeschi fecero largo uso (in Italia e altrove, ad esempio in Normandia nel 1944) dei FIAT 626 requisiti, sia dei modelli civili che militari, anche nella versione con motore a gassogeno.
Dalla FIAT venne anche approntato uno speciale telaio (allungato ed abbassato), la versione “RB”, ad uso autoufficio, furgone, e carro tipografico.
Esistevano poi autobotti, ambulanze, autopompe e altre versioni minori su telaio standard 626. La versione autobus era detta “RNL”. Tra il febbraio ed il giugno 1940, quasi 600 Fiat 626 furono forniti dall’Italia alla Francia.
La produzione del 626 cessò nel 1948, dopo quasi un decennio di onorato servizio. Ne erano stati costruiti più di 10000 esemplari.

BIBLIOGRAFIA
“Gli autoveicoli tattici e logistici del Regio Esercito italiano fino al 1943” di Nicola Pignato e Filippo Cappellano (Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico) Roma 2005

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immagine di Giulio Benussi

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