Autocarro
Unificato Pesante Fiat 666 NM Scheda di Lorenzo Tonioli |
Nel 1939-40 comparvero due importanti autocarri
unificati, e precisamente l’autocarro medio FIAT 626 e l’autocarro
pesante FIAT 666. Il decreto di unificazione del 1937 stabiliva caratteristiche
standard per i veicoli civili (ad esempio riguardo al peso, al numero
degli assi, alla velocità ed alla portata), allo scopo di renderli
utilizzabili dalle Forze Armate in caso di requisizione per usi bellici. Il 626 ed il 666 furono i primi autocarri della FIAT a cabina avanzata, ovvero il motore era totalmente incluso nella cabina, e veniva estratto anteriormente tramite guide per facilitarne la manutenzione. Il FIAT 666, che sostituì il FIAT 634 sulle linee di montaggio, venne prodotto in serie dal 1940 fino al 1945, sia ad uso civile (666 N) che militare (666 NM). Il motore (un “366” a 6 cilindri) era alimentato a gasolio; la versione a benzina detta “666 BM” non entrò mai in servizio (venne omologata solo nel giugno 1943). Il FIAT 666 aveva una portata doppia rispetto al 626 (6260 kg.), e che ne venne studiata anche una versione con motore a benzina (666 BM), che però non ebbe impiego operativo. Esteriormente i due autocarri erano molto simili, a parte le dimensioni, la forma del parabrezza e del cassone. I FIAT 666 NM operarono su tutti i fronti di guerra, dall’Africa Settentrionale alla Russia. In generale diedero buona prova, rivelandosi potenti, robusti ed affidabili, l’unico problema era la distanza dal suolo non molto elevata. Il 666 venne anche definito dalla pubblicità come “l’alpino degli autocarri” per le buone doti di arrampicatore a pieno carico. Fu utilizzato per il trasporto di carri armati leggeri e medi, anche tramite l’uso di rimorchi Viberti e Bartoletti a sponde abbattibili. Dopo l’8 settembre 1943, i FIAT 666 vennero utilizzati anche da reparti tedeschi e della R.S.I.. Ci furono versioni allestite come autobus di linea, autopompa, autocisterna, autofficina ecc. In totale ne vennero costruiti circa 8000 e la produzione continuò dopo il 1945 col modello N7. |
BIBLIOGRAFIA “Gli autoveicoli tattici e logistici del Regio Esercito italiano fino al 1943” di Nicola Pignato e Filippo Cappellano (Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico) Roma 2005 |
Torna alla sezione principale >>