"Ciassì, ciassì..."
Vuole l'orologio, è sempre la prima cosa che
chiedono. Remo guarda il ragazzo, avrà sì e no
sedici o diciassette anni, e l'arma che gli
punta contro sembra spropositata, un'appendice
oscena.
Gli occhi, stretti a tenere fuori il gelo, sono
astiosi. Fissano l'italiano e la sua barba
piena di brina.
Remo scosta la coperta militare. Gli è rimasta
solo quella, il pastrano gliel'hanno preso
durante una perquisizione precedente, insieme
al moschetto, all'orologio, alle calze di
riserva e al mozzicone di matita.
Allunga i polsi, nudi e vuoti, affinché il
russo possa rendersi conto che non ha quello
che cerca, e subito il freddo, avido, si avvinghia
alla sua pelle.
Il ragazzo non è convinto, le sue mani frugano
sgarbate e metodiche, poi lo spintonano.
Remo barcolla sulla neve, ma non cade. Lo hanno
catturato il 27 gennaio 1943, insieme al tenente
Bertossi e a qualche altro artigliere della
batteria. Sono passati quattro giorni, o cinque?
Remo sa solo che da allora non ha mangiato
più niente, ha camminato e basta.
"Davai", ripetono, "Davai". Per chi, come l'artigliere
Varroni, non ce la fa a proseguire e
rimane troppo indietro, c'è una raffica di
parabellum.
I soldati russi di scorta alla loro colonna di
prigionieri sono spariti quasi subito. Al loro
posto partigiani, spesso ragazzi e ragazze giovanissimi,
per contrasto ancora più fanatici e
incattiviti degli adulti.
La scorta cambia di frequente, e ogni volta si
ripete il rituale della perquisizione, come
oggi.
Remo non ha più niente, eccetto quella coperta
ruvida e le lettere e la foto della Tilde, che è riuscito a salvare non sa neanche lui come.
Vuole guardarla, la sua Tilde con i capelli di
rame antico. Solo per un attimo, solo per convincersi
che tornerà a casa, da lei, quando
tutto sarà finito.
Il calcio del parabellum sulla spalla, un dolore
acuto, la foto cade sulla neve calpestata.
Il giovane partigiano sputa parole che Remo non
comprende quasi per niente. È arrivato solo da
sei settimane e la lingua russa è ancora parecchio
misteriosa per lui, a parte alcune semplici
frasi.
I prigionieri, lenti, si incamminano ancora una
volta.
Remo è in coda alla colonna; fatti pochi passi,
si gira, vede quel rettangolino sulla neve.
Tilde.
Sa che è imprudente. Non pensarci.
Una raffica. Un altro fagotto che la neve presto
ricoprirà.