
FOTO 1
CARTOLINA POSTA MILITARE N. 40 DEL 120° REGGIMENTO DEL 4 APRILE 1942
Come si può notare dai timbri
la cartolina ha subito il vaglio della censura. Normalmente la corrispondenza
veniva scritta sul luogo del fronte e in seguito consegnate al comando
di reggimento o ad un incaricato del ritiro che provvedeva a spedirla
tramite posta ordinaria o aerea. Quando la posta giungeva a destinazione
potevano subire, in maniera del tutto casuale, il vaglio della censura
da parte del distretto militare del luogo di destinazione. In questo caso
si tratta dell'operatore n. 3 della Commissione
xxxxx della censura di Campobasso. Il timbro infatti riporta
l'abbreviazione CB della provincia del distretto molisano
che ha vagliato il contenuto validandola. Nel caso ci fosse stato nel
testo riferimento a città, luoghi, spostamenti o date di delicato
interesse strategico si sarebbe vista una cancellatura a inchiostro pieno
delle parti di testo da occultare. In genere una lettera o una cartolina
con verifica e conseguente cancellatura riportava il timbro "Verificato
per censura". La lettera censurata veniva poi richiusa con fascetta
gommata.
Solitamente Achille indirizza la corrispondenza alla madre alla quale
era molto affezionato e con la quale riusciva ad avere un rapporto affettivo
più sciolto rispetto al rapporto con il padre che invece tendeva
ad essere più ombroso e distaccato.
Il destinatorio:
Alla Signora Di Leonardo Elvira
Montenero di B.
P. (?) Campobasso (Notare la prima
lettera puntata nella cartolina che segue, è la stessa di questa
cartolina)
Il mittente:
Art. Di Leonardo
Grado, Cognome e Nome del
Mittente Achille 120 Reggto Art. M. R.C.R.
3a D.C.
Posta Militare
40. R
Nella parte riguardante il destinatario,
la lettera prima della parola Campobasso che sembrerebbe una T
piuttosto che un P, potrebbe far riferimento alla parola
Provincia. L'abbreviazione Art., davanti al cognome,
sta per Artigliere, del 120° Reggimento Artiglieria. Le abbreviazioni
M. R.C.R. 3a D.C. vanno
lette: Motorizzato Reparto Comando di Reggimento Terza Divisione Celere.
La Posta Militare aveva sempre un numero di riconoscimento che rimandava
direttametne ad un reggimetno specifico, in questo caso il numero 40.
La R subito a fiancodel numero forse fa riferimento al Reggimento (?) oppure è semplicemente una definizione ulterionre.

FOTO 2
TESTO DELLA CARTOLINA POSTA MILITARE N. 40 DEL REGGIMENTO (foto 1)
DEL 4 APRILE 1942
Le cartoline di questo genere venivano piegate nella pate centrale per
cui il testo scritto era occultato dalla piega rendendo visibili il mittente
e il destinatario.
il testo:
P. M. 40 R.4/4/42
Genitori carissimi
Giorni fa vi ho scritto tande (tante ndr) lettere
spero che presto li (le) riceverete, dove vi
spiego del mio buon stato così sembra sendire (sentire
ndr) di voi tutti. Baci
Vostro figlio Achille.
Achille si rivolge ad entrambi
i genitori con un testo molto conciso dove vede la necessità di
ribadire che ha scritto altre lettere. E' chiaro quindi che la famiglia
deve averne ricevute un numero maggiore di quelle che si sono riuscite
a conservare. Si sa che la posta in quel periodo non arrivava celermente
per ovvie ragioni organizzative per cui era usanza ribadire, nelle cartoline
o in altre lettere, i vari tentativi di scrittura anche perchè
spesso, a seconda dei casi, seguivano due canali distinti di spedizione,
ordinaria e aerea, e differenti tempi di consegna. Poteva accadere che
passassero settimane prima che si riuscisse a ricevere risposta. Qui anticipa
quello che ha già scritto nel dettaglio nelle "tante
lettere" che ha spedito. Probabilmente è un modo
per assicurarsi e rassicurare i genitori sul suo buon stato di salute.
Siamo ad aprile, Achille è partito in febbraio, probabilmente il
reggimento è ancora in fase di organizzazione e di trasferimento
verso il Don e non ci sono avvenimenti di rilievo da riportare.

FOTO
3
CARTOLINA POSTA MILITARE N. 40 DEL 120° REGGIMENTO
DEL 24 SETTEMBRE 1942
Questa cartolina ha un aspetto grafico lievemente diverso dalla precedente
e presenta una diversa timbratura. E' evidente il timbro del reparto di
cui Achille faceva parte, il Reparto comando. si legge infatti 120
REGG. ART. xxxxA MOT. REPARTO COMANDO. L'altro timbro tondo invece
riporta POSTA MILITARE N° 40 25-9-42-XX. La data
è il 25 settembre, il giorno successivo al testo di Achille. Inoltre
è evidente la doppia X subito dopo
la data ad indicare il ventesimo anno dell'era fascista che decorre dal
28 ottobre 1922, giorno della Marcia su Roma.
Anche questa cartolina viene indirizzata alla madre Elvira.
Il destinatorio:
Alla Signora Di Leonardo Elvira
Montenero di Bisaccia
(Campobasso)
Mittente:
Cognome Di Leonardo
Nome Achille
Grado Autiere - 120 Reggto Art. M. R.C.R.
III di C.
POSTA MILITARE 40
In questo caso usa una formula
diversa per definire la terza divisione Celere. Scrive in numero romano
il numero della divisione e per la parola divisione e al posto della D
puntata inserisce la parola DI, probabilmente un errore di abbreviazione.
Autiere indica la mansione di autista. Achille era un autista ed aveva
in affidamento un 626 che, come tutti gli autisti, doveva tenere in piena
efficienza. fu per questo che il reggimento gli conferì l'encomio
per ottimo autista di camion nell eoperazioni di guerra tra febbraio e
agosto 1942.

FOTO
4
TESTO DELLA CARTOLINA POSTA MILITARE N. 40 DEL REGGIMENTO (foto 3)
DEL 24 SETTEMBRE 1942
Il testo:
P. M. 40 – 24-9-42
Mamma Carissima
Oggi ho ricevuto N. 2 – lettere, dove ho trovato 10 sigarette e
Visai (?), ho ricevuto anche una lettere di Macario
e una di zio Annunzio.
Domani ti scriverò una lettera.
Baci Aff.si
Tuo
figlio
Achille
In questa cartolina si rivolge
direttamente alla madre per darle delle conferme su delle richieste che
deve aver fatto in precedenti lettere. Riceve infatti due lettere da casa
nelle quali aveva chiesto un certo numero di sigarette. Come sappiamo
da altre testimonianze le sigarette erano una merce di scambio molto preziosa
e fumarle era molto diffuso. Persino i bambini ucraini ne fanno richiesta
ad ogni fermata delle tradotte nelle stazioni facendo il gesto del fumo
verso i soldati in trasferimento. Chissà se la bruciatura sul foglio
si tratta proprio di una sigaretta che Achille stava fumando mentre scriveva
la lettera!?
E' incerta la parola Visai (o Nisai?): al momento non sappiamo
di cosa si tratti, se si riferisca ad un tipo di carta per le sigarette
oppure a della carta per lettere o cos'altro. Macario sembrerebbe il nome
di un amico del paese, forse il soprannome di un amico di infazia con
il quale Achille era legato. Lo zio Annunzio è il fratello minore
del padre che vive a Roma con il quale tiene rapporti e all quale chiede
aiuto per reperire il materiale che la madre, in Molise, non riesce a
trovare. Nella lettera che segue si capisce meglio di che tipo di legame
si sta parlando.


FOTO
5 LETTERA POSTA MILITARE N. 40 DEL 120° REGGIMENTO
DEL 20 NOVEMBRE 1942
Il testo:
Mamma Carissima,
Vengo a scriverti questa lettera per darti mie buone notizie come sendire
(sentire) di voi tutti.
Sono parecchi giorni che
non ricevo tue notizie, come mai?
Spero che presto mi giungerà qualcosa, attendo con ansia tue notizie.
Il prossimo pacco che mi fai mi mandi anche una sciarpa di lana, e se
puoi mandami anche un'altro (un altro) paio
di guanti, se i guanti di pelle non li hai trovati non fa nulla perché
ho scritto a zio Annunzio di mandarmeli che lui è più facile
che li può trovare.
Riguardo di Mario se ti
chiede mi (miei) soldi glie li mandi che lui
mi manda le sigarette, mi fai sapere quanti soldi hai messi alla posta,
assieme a qualche pacco mi mandi dei francobolli ed ancora carta, buste
visai (?), carte da gioco per Natale, un pennino per
penna stilografica, e la cosa più importante più principale
mi mandi dimenticavo a dirtelo, la prima cosa che ci metti nel pacco le
sigarette, capito?
Riguardo di Nazzareno (suo
fratello ndr) io lo sapevo prima di te, mi fai sapere se
è stato abile si o no, se lui è abile parte nel 1944 –
in gennaio circa, mi fai sapere se è abile e in che mese è
nato.
Cara mamma ho da darti
una notizia, mi scrisse zio Annunzio dicendomi che il mio cugino è
prigioniero in Africa cui nome Palmarini Francesco credo che non lo conosci,
fai una cosa scrivigli tu perché io gli ho scritto tande (tante)
volte ma non ha mai ricevuto niente, io ricevo sue notizie, mi mandò
i saluti per voi tutti, questo è l'indirizzo. Cp. Mgg. AR.M Francesco
Palmarini n. 25419 PRISONERS. OF. WAR. CAMP.
Non ho altro da giungere (aggiungere)
Baci Aff.si
Tuo Aff.mo figlio
Achille
In queste poche righe ci sono una
serie di informazioni molto interessanti.
Abbiamo pochi elementi per poter ricostruire sia la storia che il carattere
di Achille ma questa lettera sembra suggerirne i tratti caratteristici
salienti. Intanto si capisce che ha contatti con più persone sia
di famiglia che conoscenti. Alla madre quasi rimprovera di non avergli
scritto. Si chiede come mai non arrivi posta dall'Italia. Non vi sarete
mica dimenticati di me, sembra quasi chiederle?. Immaginiamo per un momento
la situazione. E' novembre che in Russia vuol dire quello che per noi
è il pieno inverno, già a settembre cominiciano le prime
avvisaglie di neve figuriamoci a novembre. Probabilmente i suoi compagni
hanno ricevuto posta da casa e questo deve aver turbato la tranquillità
di Achille che non può condividere con i suoi compagni le notizie
che provengono da casa. Si sa, dalle lettere giunte dal fronte, che ricevere
posta doveva essere un modo per tenersi vivi, per tenere vivi i rapporti
affettivi che a distanze così lunghe e in situazioni così
estreme diventano l'unico modo di conforto per poter accettare i disagi
di una guerra che spesso non si condivideva neppure. Achille, racconta
la sorella Elena, era partito malvolentieri e questo non deve averlo aiutato
a vivere certi momenti di difficoltà. Non è un caso che
scrive "attendo con ansia tue notizie". Attendere con ansia,
non è una semplice attesa ma un'attesa preoccupata, lacerante,
corrosiva. Le notizie sono il conforto che curano quello stato di ansia
appunto.
Il tono della lettera però passa subito alle richieste: una sciarpa
di lana, un paio di guanti (un altro) di pelle. Qui però viaggia
su un doppio binario: sa bene che a Montenero è difficile trovare
certi tipi di indumenti, la guerra è in atto dappertutto, reperire
le cose è sempre più difficile. Meno difficile se si vive
a Roma. Lo zio Annunzio infatti è più facile che i guanti
li possa trovare.
Poi parla di un certo Mario al quale pare che Achille debba dei soldi.
Che si tratti di quel Macario
citato nella cartolina? forse ha pattuito con lui lo scambio delle sigarette,
Mario gli manda quelle che gli servono in Russia e i genitori lo liquidano
direttamente. In concomitanza accenna ai soldi che la madre deve aver
versato alle poste. Deve trattarsi dello stipendio da soldato. Evidentemente
vuole cercare di capire quali siano le sue possibilità di fare
richiesta, cosa può permettersi di comprare. Poi ancora richieste:
francobolli, carta, buste visai (?), carte da gioco per Natale, pennino
per penna stilografica e le immancabili sigarette.
Per quanto riguardava la posta militare le cartoline erano distribuite
dallo stato mentre le lettere erano a carico del soldato. In luoghi di
guerra era difficilissimo trovare francobolli da 50 centesimi per la posta
aerea che permetteva alla corrispondenza di arrivare nel giro di una settimana.
Scarseggiano evidentemente anche carta, buste e pennini. Si sta avvicinando
Natale e allora bisogna procurarsi un mazzo di carte da gioco. Nonostante
fossero in piena guerra, si stenta a crederlo ma la voglia di svago è
una necessita per sopravvivere agli stenti, al freddo, alla fame, ai pidocchi,
a tutti quei disagi che rendono la naja insopportabile e allora il gioco
diventa un modo come un altro per approfittare di una festa, per passare
una giornata in modo diverso, il Natale rappresenta comunque un giorno
in cui ci sarà tranquilità ma come sappiamo non sarà
affatto un giorno sereno.
E di nuovo con tono perentorio e anche un po' ironico "la
cosa più importante più principale mi mandi dimenticavo
a dirtelo, la prima cosa che ci metti nel pacco le sigarette, capito?".
Una frase tirata per le lunghe quasi a voler prendersi gioco della madre.
Dai racconti dei fratelli viene fuori un Achille molto legato alla madre,
capace di aggirarla come voleva, in senso bonario si intende! Con le sue
moine da coccolo di mamma. Una condizione rara quella di riuscirsi a rapportare
con tanta disinvoltura con la madre a quei tempi. Eppure Achille avrebbe
potuto chiederle qualsiasi cosa. Anche in questa occasione lo fa in maniera
decisa ma anche scherzosa. Non si capisce però se con le sigarette
ci avrebbe barattato cose o semplicemente era un accanito fumatore.
La lettera prosegue ancora con notizie sul fratello
Nazzareno. Sembrerebbe quasi che sia stato chiamato per la visita militare.
Nazzareno nasce nel 1924, probabilmente ha già compiuto i 18 anni.
Achille però non sa quando è nato, anche se dice alla madre
di sapere già prima di lei che dovrà forse essere arruolato
ma precisa anche che probabilmente partirà (per la guerra?) nel
gennaio del 1944.
Poi la notizia più particolare. Achille ha contatti con un altro
cugino di secondo grado, figlio di una cugina del padre la cui famiglia
vive probabilmente a Teramo, luogo di origine della famiglia di Achille.
Di questo cugino si hanno alcune foto di famiglia che lo ritraggono da
bimbo e una da adulto che riportiamo di seguito.
Francesco Palmarini cugino di Achille,
sarà fatto prigioniero in Africa

Chi mette in contatto i due cugini
è lo zio Annunzio che diventa per entrambi, evidentemente, un punto
di riferimento importante. Una figura che deve aver contato molto per
Achille nel periodo di permanenza in Russia.
Achille dice alla madre di scrivergli perchè lui dalla Russia riceve
la sua posta ma non capisce perchè Francesco non riceva quella
che lui gli spedisce a sua volta. Da quindi un riferimento preciso a riguardo
del campo, del numero di matricola del grado e del corpo di appartenenza.
Si tratterebbe di un Caporale Maggiore dell'AR.M (non si sa con certezza cosa significhi forse fa riferimento all'esercito).
La lettera si conclude apparentemente con un fare disinvolto e immediato
"non ho nulla da aggiungere" per poi sciogliersi
nel solito saluto pieno di affetto per la madre lontana. Un saluto diretto
anche se preconfezionato nella formula, dove affida se stesso alla persona
che lo ha messo al mondo, sarà forse l'ultimo accorato saluto prima
del non ritorno.
Con ogni probabilità Achille
verrà fatto prigioniero nei pressi del Don intono alla metà
di dicembre forse proprio il giorno 17 quando i Russi sfondarono la linea
del Don ed accerchiarono il 120° e gran parte della Divisione Celere.
Della sua prigionia, o presunta tale, si hanno notizie molto vaghe e la
sua storia si perde tra i racconti dei ricordi confusi e l'incertezza
dei resoconti degli allora fratelli bambini.
|